La Commissione europea apre una procedura d’infrazione contro Cipro, Grecia e Malta in merito alla riscossione dell’IVA sugli yacht

In data 8 marzo 2018 la Commissione europea ha inviato una lettera di costituzione in mora a Cipro, Grecia e Malta per non aver riscosso in maniera corretta l’IVA sulleasingdi yacht. La questione ha assunto risalto mediatico a seguito della fuga di notizie nota come “Paradise Papers”; anche il Parlamento europeo ha recentemente comunicato che la Commissione istituita per seguire il caso “Paradise Papers” si occuperà della problematica oggetto della procedura d’infrazione.

Le procedure d’infrazione riguardano in particolare:

  • la riduzione della base imponibile IVA per il leasingdegli yacht, applicata da Cipro, Malta e Grecia. La normativa europea in materia di IVA, se da un lato permette agli Stati membri di non tassare la prestazione di servizi laddove l’uso effettivo del prodotto avvenga al di fuori dei confini europei, dall’altro non consente una riduzione forfettaria generale senza la verifica dell’effettivo luogo di impiego.Gli Stati membri coinvolti hanno adottato orientamenti in base ai quali maggiore è la grandezza dell’imbarcazione, minore sarà la probabilità che venga utilizzata al di fuori dei confini europei, riducendo in tal modo in maniera notevolel’aliquota IVA applicabile;
  • la non corretta tassazione applicata da Cipro e Malta sugli acquisti di yachtmediante “lease-purchase”. La normativa di detti Stati classifica il leasingdi uno yachtcome prestazione di un servizio piuttosto che vendita di una merce e, pertanto, l’IVA viene riscossa all’aliquota base su un importo inferiore rispetto all’effettivo prezzo di costo dello yachtuna volta che questo viene infine riscattato, mentre il resto viene tassato come prestazione di un servizio a un tasso notevolmente ridotto.

Pierre Moscovici, Commissario responsabile per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha affermato: “Per realizzare un sistema equo di tassazione bisogna adottare, qualora   necessario, misure volte a combattere l’evasione dell’IVA”.

I tre Stati membri dispongono di due mesi di tempo per rispondere alle argomentazioni della Commissione europea.

 

Davide Scavuzzo

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