UE: nuove norme in materia di difesa commerciale

Il 20 dicembre 2017 è entrata in vigore la nuova legislazione dell’Unione europea che introduce un nuovo metodo di calcolo per accertare l’eventuale presenza di dumping nelle importazioni verso l’UE da paesi in cui l’interferenza dello Stato ha provocato distorsioni dell’economia.

La nuova metodologia di calcolo che potrà essere applicata a ogni Paese membro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio si basa sulla prova dell’esistenza di distorsioni significative nell’economia del Paese esportatore dovute all’interferenza dello Stato. Al fine di dimostrare l’interferenza la Commissione può preparare delle relazioni per Paese che descrivano le economie di determinati Paesi o settori. Se i prezzi o i costi sul mercato interno sono distorti a causa dell’intervento dello Stato nell’economia, la Commissione non ne terrà conto nel calcolo del valore sul mercato interno e ricorrerà invece ad altri valori di riferimento che riflettano costi di produzione e prezzi di vendita senza distorsioni.

L’entrata in vigore della nuova legislazione è stata accompagnata dalla presentazione della prima relaziona per Paese dedicata alla Cina. Tale relazione e le ulteriori che verranno pubblicate, potranno essere utilizzate dall’industria come elemento di prova per richiedere l’uso della nuova metodologia nelle inchieste antidumping, in cui la Commissione, tenendo conto di tutte le prove in suo possesso, valuterà se applicare la nuova metodologia. Nel corso delle pertinenti inchieste tutte le parti coinvolte, compresi il governo del Paese interessato e i produttori esportatori, avranno l’opportunità di esprimere osservazioni e di confutare le conclusioni presentate nella relazione.

La nuova metodologia rafforzerà inoltre la normativa antisovvenzioni dell’UE affinché in futuro eventuali nuove sovvenzioni emerse nel corso di un’inchiesta possano essere esaminate e tenute presenti all’atto dell’istituzione dei dazi definitivi.

 

Davide Scavuzzo

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