Il Consiglio dell’UE ha prorogato di sei mesi le sanzioni economiche contro la Russia

In data 5 luglio 2018, a seguito dell’aggiornamento tra il presidente francese Macrone la cancelliera tedesca Merkelal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2018 circa lo stato dell’attuazione degli accordi di Minsk, il Consiglio dell’Unione europea ha prorogato le sanzioni economiche contro la Russia per un periodo di sei mesi, fino al 31 gennaio 2019.

Tali sanzioni rientrano nell’ambito delle misure restrittive imposte dall’Unione europea in risposta alla deliberata stabilizzazione dell’Ucraina da parte della Federazione russa.

Le sanzioni riguardano settori specifici dell’economia russa, ossia il settore finanziario, dell’energia, della difesa e dei beni a duplice uso. In particolare, esse:

  • limitano l’accesso ai mercati dei capitali primari e secondari dell’UE da parte di cinque grandi enti finanziari russi di proprietà dello Stato e delle loro filiali controllate a maggioranza stabilite al di fuori dell’UE, nonché di tre grandi società russe attive nel settore energetico e di tre operanti in quello della difesa;
  • impongono un divieto di esportazione e di importazione per quanto riguarda il commercio di armi;
  • stabiliscono un divieto di esportazione dei beni a duplice uso per scopi militari o per utilizzatori finali militari in Russia; e
  • limitano l’accesso russo a determinati servizi e tecnologie sensibili che possono essere utilizzati per la produzione e la prospezione del petrolio.

Recentemente, inoltre, il Consiglio ha prorogato di un anno, fino al 23 giugno 2019, le misure restrittive in risposta all’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione russa.

Tali misure consistono in divieti relativi alle importazioni di prodotti provenienti dalla Crimea e da Sebastopoli, agli investimenti in Crimea o a Sebastopoli, alla prestazione di servizi turistici in tali territori e alle esportazioni di determinati beni e tecnologie nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia e riguardanti la prospezione, l’esplorazione e la produzione di petrolio, gas e risorse minerali. Le misure si applicano alle persone dell’UE e alle imprese con sede nell’UE e sono limitate al territorio della Crimea e di Sebastopoli.

 

Davide Scavuzzo

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