Esportazione di materie prime: l’UE reagisce alle limitazioni imposte dalla Cina

Recentemente la Cina ha introdotto delle limitazioni (i.e. dazi e tetti) all’esportazione di materie prime necessarie per l’industria europea. La Commissione Europea, ritenendo che tali misure siano contrarie alle norme che regolano il commercio internazionale – come sostenuto da Cecilia Malmström, Commissaria UE al commercio – ha deciso di avviare un’azione legale contro la Cina nell’ambito del dispositivo di risoluzione delle controversie istituito presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio (“OMC”).

Non è la prima volta che l’Unione agisce contro la Cina per la violazione delle norme sul commercio, infatti altre due procedure sono state portate avanti con successo nel 2012 e nel 2014. Il procedimento presso l’OMC, che sarà avviato in parallelo con un altro iniziato dagli Stati Uniti, prevede una prima consultazione formale. Entro 60 giorni, nel caso di mancato accordo, l’Unione potrà chiedere all’OMC di formare una commissione che decida sulla compatibilità delle misure cinesi.

Le materie oggetto delle misure adottate dalla Cina includono cobalto, grafite, cromo, magnesio, antimonio, indio, rame, piombo, tantalo, talco e stagno; in particolare le prime 6 sono state indicate nel 2013 tra le 20 materie fondamentali per l’economia europea ed essenziali per il mantenimento e la crescita della qualità della vita.

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Pietro Michea

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